giovedì 28 maggio 2009

Conclusione Pon Genitori

Siamo giunti alla conclusione del percorso formativo " Genitori in rete" ed è giusto da parte mia esprimere il mio Grazie a Tutti: alle " Mamme " che con grande sacrificio hanno ritagliato il tempo per conoscersi di più e migliorare le relazioni in famiglia e nel rapporto scuola- famiglia;agli esperti che si sono mostrati attenti e disponibili per la buona riuscita delle attività ; ai collaboratori scolastici disponibili al massimo nel soddisfare le nostre esigenze; al Preside sempre puntuale e presente nel rispondere ai nostri interventi in Rete che insieme allo Staff di Direzione e alla Segreteria si è adoperato per l' organizzazione dell'intero iimpianto Pon. Quale tutor di entrambi i laboratori mi ritengo soddisfatta. Voi Mamme che ne pensate ?
La maestra Pasqualina Pisacane.

giovedì 21 maggio 2009

Bullismo


Il bullismo è un concetto ancora privo di una sua puntuale definizione tecnica, sia giuridica che sociologica, ma è usato pressoché unanimemente per indicare tutta quella serie di comportamenti tenuti da soggetti giovani (bambini, adolescenti) nei confronti di loro coetanei, ma non solo, caratterizzati da intenti violenti, vessatori, e persecutori. Il fenomeno ha anche legami con la criminalità giovanile, il teppismo ed il vandalismo.Il bullismo per essere definito tale deve presentare tre caratteristiche precise:
Intenzionalità
Persistenza nel tempo
Asimmetria nella relazione
Vale a dire che deve essere un’azione fatta intenzionalmente per provocare un danno alla vittima; ripetuta nei confronti di un particolare compagno; caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce. Il bullismo, quindi, presuppone la condivisione del medesimo contesto.
Insegnanti e genitori sono chiamati ad aiutare le vittime di bullismo, ma anche gli stessi bulli, ad imparare modalità relazionali assertiva (rispettose di sè e dell'altro). Quali comportamenti e azioni possiamo mettere in campo per contrastere il fenomeno del bullismo?

giovedì 14 maggio 2009

La socializzazione e le agenzie di socializzazione: rapporto scuola-famiglia


Il processo di socializzazione permette all'individuo di entrare effettivamente a far parte della società in cui è nato, poichè gli insegna a riconoscere e utilizzare lorme, i comportamenti, i ruoli, le istituzioni di cui la società si compone.Alla base del processo di socializzazione vi è un intreccio inscindibile di meccanismi biologici ( come le tendenze innate e le predisposizioni ad apprendere) e di fattori culturale ( fra cui le punizioni e le ricompense, l'imitazione, l'identificazione)La socializzazione si divide in Primaria e Secondaria:La socializzazione primaria avviene nei primi anni di vita generalmente nell'ambito famigliare ed è finalizzata all'acquisizione delle competenze sociali di base (come la capacità comunicativa e la capacità di entrare in relazione con gli altri).La socializzazione secondaria, che interviene successivamente attraverso il contatto con realtà esterne alla famiglia ( per esempio la scuola), permette l'acquisizione di competenze sociali specifiche, legate alla scelta dei ruoli che l'individuo assumerà nella società. Nell’incontro tra i due sistemi educativi, rispettivamente rappresentati dalla scuola e dalla famiglia, diventa possibile delineare le reciproche aspettative. L’ insegnante può conoscere meglio gli alunni soprattutto se ha la possibilità di confrontarsi con i loro genitori. Gli alunni non possono essere educati a settori ma in modo globale, così da poter crescere come persone capaci di compiere delle scelte in un mondo che si apre ai loro occhi con una vastissima gamma di proposte e di possibilità.Quindi tra insegnanti e genitori deve potersi sviluppare un vero patto che consenta ad entrambi di conoscere i percorsi a scuola e a casa dei ragazzi, tanto da poter costruire insieme il loro futuro.In tal senso dovrebbe avvenire un’integrazione tra i due sistemi in questione. Quali le difficoltà che limitano una positva integrazione fra questi due sistemi? e come superarle?

giovedì 30 aprile 2009

Disturbi del comportamento alimentare


I disturbi del comportamento alimentare (es. anoressia e bulimia) ossono manifestarsi in vari momenti dell’infanzia e dell'adolescenza, con difficolta’ a stabilire comportamenti regolari di alimentazione. l termine “disturbi del comportamento alimentare” (DCA) è stato coniato per definire condizioni cliniche in cui il disagio è caratterizzato da un rapporto alterato con il cibo e con il proprio corpo tale da compromettere la qualità della vita e delle relazioni sociali della persona che ne è affetta.
I disturbi del comportamento alimentare colpiscono in modo particolare bambini e giovani, con frequenza sempre in aumento sia nei paesi occidentali che nel resto del mondo. Negli ultimi venti anni la diffusione di questa patologia è aumentata in modo impressionante: se alcuni decenni fa i casi complessivi di disturbo alimentare in una intera scuola superiore erano rari, adesso è possibile individuare più casi presenti nella stessa classe. Inoltre, se fino a pochi anni fa i disturbi alimentari erano tipici delle ragazze adolescenti in questi anni ci confrontiamo con la diffusione di questi disturbi negli adolescenti maschi, con l’abbassamento dell’età media di esordio (6 – 8 anni), e con la promozione di aspetti culturali di massa che fanno breccia in modo trasversale su molte fasce di popolazione, coinvolgendo anche i bambini.

Per approfondire questo delicato argomento è stata proposta la visione del film BRICIOLE , che racconta le vicenze tormentate di una "famiglia" che vive il problema dell'anoressia.


Partendo dalla visione del film BRICIOLRE prova a riflettere e a commentare le seguenti domande:

La famiglia, essendo il nucleo primario di sviluppo dell’individuo, ha un ruolo importante nel creare l’ambiente in cui il disagio avvertito dal ragazzo può essere accolto, gestito, e affrontato; ma anche la scuola ha un ruolo importante, in quanto può osservare le manifestazioni di disagio e la loro evoluzione nel tempo. Quali sono paure e le difficoltà degli adulti che sono chiamati a rapportarsi a queste manifestazioni di disagio? Come aiutare coloro che manifestano tali disturbi della condotta alimentare?

giovedì 16 aprile 2009

Il mito della bellezza.

I giovani sono facili prede dei miti che vengono promossi dai mass media. Impariamo a conoscere in che modo si creano tali miti.. che spesso risultano irrealistici e innaturali.
Quali pericoli si cellano dietro tali modelli? Guarda il video e poi esprimi le tue considerazioni.




Dott. Enrico Farina

lunedì 6 aprile 2009

Mamme cuoche e ricette appetitose



...e se nel giornalino scolastico intervenissero anche le mamme?
Ciò che molte mamme sanno fare benissimo è coccolare i figlioli anche a tavola.Allora perchè non creare uno spazio in cui pubblicare le"ricette golose" inviateci dalle mamme che seguono il blog? Forza mamme...vi aspetto numerose!
Maria Rosaria Spiezio

sabato 4 aprile 2009

Chi è il vero giornalista?



Il progetto di giornalino scolastico nasce nell'ottica di offrire ai bambini un'opportunità che li stimoli ad andare più vicino ai fatti,realizzando un lavoro di scoperta e di spontaneità...Non a caso la testata è "Zoom".Chissà se un giorno nascerà tra questi bambini un vero giornalista...
Maria Rosaria Spiezio